Posts Tagged ‘tattica’

Vincere senza competere

Friday, May 8th, 2009

(da http://www.caosmanagement.it di settembre 2006)

Apprendiamo sulla stampa, su internet, dalla televisione, sui blog, lo sentiamo continuamente nei dibattiti e nelle conferenze: il mondo è cambiato. E il cambiamento produce stress (vedi caosmanagement). In effetti il mondo cambia continuamente, e questo lo rende più interessante da vivere. In questi ultimi anni il mondo degli affari ha attraversato una serie importante di rivoluzioni che sono solo l’inizio di una trasformazione profonda. Siamo solo all’inizio ed è ormai tempo che le imprese si rendano conto, quelle che non lo hanno già fatto (ed in Italia sono poche), che è necessario rivedere il modo di fare impresa.

Occorre rivedere le strategie, le tattiche, la logistica, le procedure, il marketing, la gestione delle risorse tangibili ed intangibili, l’organizzazione.

Kevin Roberts, leader della Satchy & Satchy, elenca alcune delle più recenti rivoluzioni del mondo del business:

1. La Rivoluzione dei Consumatori.

Oggi hanno maggior potere, grazie alla tec­nologia, alla concorrenza e alle possibilità di scelta. Da quando sono al comando chiedono a chi produce di fare le cose giuste e non si lasciano più ingannare.

2. La Rivoluzione della Velocità.

I cicli produzione-acquisto si restringono sem­pre più. Con la tecnologia che spiazza il tempo, è la velocità a fare la differenza tra vincitori e perdenti sul mercato. Il processo viene tirato dalla domanda (vedi lean organization, caos management).

3. La Rivoluzione Audio/Video/Mobilità:

per il con­sumatore, l’insieme di audio, video e mo­vimento sullo schermo è irresistibile. Oggi il cellulare che abbiamo in tasca ci permette di essere sempre in contatto, di essere continuamente informati e di scegliere.

4. La Rivoluzione della Globalizzazione.

Paesi con straordinarie capacità sul piano manifatturiero e su quello dei prezzi sono ormai presenti sul mercato.

5. La Rivoluzione Ibrida.

Le idee ibride, la contaminazione di diverse culture sono il futuro.

La rivoluzione nel mondo del business è appena iniziata e siamo solo in presenza di alcune delle sue conseguenze. Eppure sembra che, almeno in Italia, il mondo degli affari non se ne sia ancora reso conto: le nostre industrie hanno accolto la globalizzazione come una grande sorpresa (se ne parlava ormai già da almeno dieci anni), nelle nostre università si continua a parlare di Gestione per Obiettivo, e così via studiando ed adottando vecchi metodi per nuove realtà. Si comincia, in alcune isole felici, a sentire parlare di Gestione delle Performance, di Balanced Scorecard, di Asset Intangibili, di Value Methodology, di Gestione per Processo, di Risk Management, di Lean Organization.

Non si sente però ancora parlare di BOS (Blue Ocean Strategy).

Non si tratta di teoria. E’ una strategia adottata da diverse aziende (alcune anche italiane) e studiata da due insigni studiosi di organizzazione aziendale, W. Chan Kim (coreano) e Renée Mauborgne (statunitense) in oltre trenta settori in un arco di tempo di almeno dieci anni.

Il modello elaborato è riproducibile da qualsiasi impresa utilizzando sistematicamente gli strumenti indicati.

Il concetto da cui si parte è la definizione di Oceano Rosso ed Oceano Blu.

Secondo Porter una strategia competitiva può essere di tre tipi:Differenziazione, Posizione di costo e Focalizzazione. Obiettivo: erodere quota di mercato su una domanda esistente.

Le aziende quindi si combattono con grande spargimento di sangue, da cui Oceano Rosso, per conquistare quote di mercato.

Nell’Oceano Rosso quindi è necessario:

1. Competere nell’attuale spazio di mercato

2. Battere la concorrenza

3. Sfruttare la domanda esistente

4. Allineare l’intero sistema delle attività dell’azienda con la sua scelta strategica a favore della differenziazione o del contenimento dei costi

L’obiettivo della strategia Oceano Blu è vincere senza competere dando vita ad un nuovo spazio di mercato incontestato.

Nell’Oceano Blu quindi è necessario:

1. Creare uno spazio di mercato incontestato

2. Aggirare la concorrenza

3. Creare e conquistare una nuova domanda

4. Allineare l’intero sistema delle attività dell’azienda con il doppio obiettivo della differenziazione e del contenimento dei costi

E’ evidente che non si vuole affermare che le strategie competitive non abbiano un loro valore applicativo ma solo che la ricerca di quote di mercato non favorisce sicuramente la crescita.

La strategia Oceano Blu invece spinge continuamente alla ricerca di innovazioni di valore per la crescita dell’azienda. Ed è proprio sull’innovazione di valore che la strategia Oceano Blu basa la propria efficacia. La metodologia, in estrema sintesi, si basa su alcuni principi, anch’essi innovativi, ed abbastanza facilmente applicabili:

  1. costruzione di una curva del valore completamente diversa e comunicabile facilmente;
  2. lavorare sugli attributi di valore del settore scegliendo quelli da eliminare, quelli da ridurre, quelli da aumentare al disopra dello standard ed infine creare quei fattori mai offerti dal settore;
  3. studiare i non-clienti ed i loro bisogni latenti;
  4. puntare al mercato di massa.

Giuseppe Monti

Appunti sui concetti di tattica e strategia per l’impresa

Tuesday, April 14th, 2009

 

Spesso si è portati a confondere il concetto di strategia con quello di tattica.

L’etimologia della parola “strategia” è greca e significa “l’arte del generale”, intesa come la capacità di arrivare ad una visione d’insieme che permetta di prendere le decisioni più corrette.
Intorno al 500 a.c., il generale cinese Sun Tzu nel suo trattato “l’Arte della Guerra” afferma che un buon condottiero non dovrebbe mai affrontare una battaglia senza prima avere ben chiara la strategia da adottare.Sun Tzu visse in un momento storico dove ben 7 diversi imperi si facevano contemporaneamente la guerra.Il problema focale era la formulazione di una strategia, che permettesse di aver ragione di un singolo avversario senza distruggerne le risorse, in modo da poterle riutilizzare e badando al tempo stesso a non indebolirsi eccessivamente per non essere facilmente attaccabili.La posta in gioco era la continuità del dominio e la prosperità dell’impero.

Se riportiamo quella situazione ai nostri giorni ed ai nostri interessi possiamo immaginare che Sun Tzsu, di mestiere, fa l’Imprenditore (o il manager), in una azienda che occupa un posto significativo in un mercato globale dove ci sono ben 7 (o più) diversi temibili concorrenti, che cercano di conquistare il predominio sugli altri attraverso la cattura e la fidelizzazione dei migliori clienti.

Il problema che deve affrontare l’imprenditore è la formulazione di una strategia risolutiva sul concorrente più pericoloso, senza peraltro indebolirsi tanto da essere facilmente attaccabile da un altro. La posta in gioco è la sopravvivenza dell’impresa e la sua prosperità.
In realtà ognuno di noi anche se in modo, a volte, disorganico e in parte inconsapevole segue spesso questi principi nelle attività quotidiane.

La strategia è dunque l’arte del generale, la tattica è il percorso da seguire per arrivarci.

In un’azienda la strategia riguarda i seguenti obiettivi:
La prosperità e la sopravvivenza
La remunerazione del capitale investito e dei fattori produttivi
La scelta dei mercati
La scelta dei bisogni da soddisfare
La scelta del business su cui concentrarsi
……..
La tattica è il percorso organizzativo con il quale si raggiungeranno gli obiettivi strategici, come:
La definizione delle infrastrutture
La costruzione della rete commerciale
Lo sviluppo della funzione Ricerca e Sviluppo


Ne deriva che la tattica è conseguenza della strategia ed è ad essa legata da un rapporto causa-effetto, per cui non sarà mai opportuno organizzare alcuna struttura, senza aver prima definito una strategia.

La crisi di una organizzazione aziendale è spesso dovuta alla mancanza di una strategia o ad una formulazione non corretta ed alla confusione tra tattica e strategia.

Proviamo a rivolgere ad imprenditori e manager due gruppi di domande.

Domande sulla tattica:

1. Quali sono i tuoi processi di gestione?
2. Di quali strutture tecniche ed immobiliari disponi?
3. Com’è organizzata la tua rete distributiva?
4. Com’è costruita la tua organizzazione interna?
5. Com’è organizzata la tua struttura amministrativa e finanziaria?
6. Come determini i costi e i prezzi di vendita dei tuoi prodotti?
7. Come gestisci il tempo della tua giornata lavorativa?

Domande sulla strategia:

1. Quale remunerazione ti attendi dal capitale investito?
2. Quali mercati e quali bisogni intendi soddisfare? Quali indurre?
3. Con quale portafoglio prodotti e servizi intendi importi sulla concorrenza?
4. Perché i tuoi clienti dovrebbero comprare da te anziché da un tuo concorrente? Quali vantaggi hanno?
5. Chi vincerà e perché nel tuo segmento di nel medio/lungo periodo?
6. Quali sono le risorse generali necessarie per sostenere nel tempo il vantaggio competitivo della tua azienda?
7. Di quali informazioni hai bisogno per implementare una corretta strategia?

La maggior parte degli imprenditori e dei manager ai quali rivolgeremo queste domande, risponderanno puntualmente alle domande sulla tattica ma avranno grandi difficoltà a rispondere alle domande sulla strategia.

Molto spesso dunque il motivo della crisi della loro organizzazione può ricondursi al fatto che pur avendo una perfetta conoscenza delle loro attività, esiste un’inconsapevolezza del fine delle loro azioni. Quando poi esiste una vera e propria strategia questa incontra molti ostacoli nel tradursi in tattica ed azioni operative. Ma questo è un altro discorso che ci proponiamo di affrontare in un altro intervento.