(pubblicato su http://www.caosmanagement.it di aprile 2006)
LA COMPLESSITÀ
I problemi che l’umanità si trova a fronteggiare diventano sempre più resistenti alle soluzioni, in particolare alle soluzioni unilaterali.Si tratta di problemi complessi, ovvero che coinvolgono numerosi fattori economici, ambientali, tecnici, politici, sociali, morali: pertanto la soluzione, per essere efficace, deve tener conto di tutti questi aspetti, che interagiscono fra loro.
L’approccio tradizionale ai problemi è di tipo meccanicistico: ovvero, un problema si analizza componendolo in parti sempre più piccole, in modo da poterne studiare le proprietà. Le parti sono la cosa più importante e da esse si risale alla comprensione del tutto.Questo orientamento ha guidato gran parte della scienza e della tecnologia nel nostro secolo; pertanto è profondamente radicato nel nostro modo di pensare.
Questo atteggiamento ci porta ad effettuare interventi settoriali (non privi di efficacia), ma a ridurre la visione ad un orizzonte limitato. Questo approccio funziona bene quando il problema è circoscritto in un ambito ristretto, ma si rivela sempre meno efficace all’aumentare delle dimensioni spaziali e temporali, ossia della complessità.
Il pensiero sistemico propone una nuova maniera di guardare il mondo e l’impresa, per cercare di dominarne meglio la complessità: considerare non gli elementi singoli ma l’insieme delle parti, intese come un tutto unico, concentrandosi sulle relazioni tra gli elementi piuttosto che sui singoli elementi presi separatamente.
Il Pensiero sistemico propone un approccio concreto e operativo particolarmente adatto alle organizzazioni.A differenza della Dinamica dei Sistemi, che è una disciplina specialistica, il Pensiero Sistemico può essere adottato proficuamente da tutti i manager, cioè dalle persone che prendono decisioni.Secondo molti questo approccio costituirà una caratteristica comune dei manager dei prossimi anni.
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ampliare l’angolo di osservazione dei problemi, per cogliere aspetti che sfuggono ad un approccio specialistico;
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affrontare con maggiore efficacia problemi interdisciplinari, da soli o in team;
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migliorare la comprensione (individuale o collettiva) di un situazione complessa, mediante la rappresentazione delle cause strutturali sottostanti
L’applicazione delle costellazioni sistemiche permetterà di raggiungere , tra i possibili obiettivi:
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scegliere nuovi collaboratori
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illustrare gli effetti della riorganizzazione di un sistema
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fornire strumenti al counselling e alla supervisione
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migliorare la qualità della comunicazione
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esaminare gli effetti dell’outsourcing
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valutare il lancio di un nuovo prodotto
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rendere più chiare le relazioni tra fornitori, azienda e clienti
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supportare le decisioni
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risolvere i conflitti nei team
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facilitare la mediazione e la negoziazione
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analizzare le implicazioni di nuovi contratti e proporre correttivi più vantaggiosi
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generare nuove idee
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sviluppare una nuova filosofia aziendale
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esaminare ed elaborare le proprie convinzioni
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facilitare l’apprendimento di competenze interculturali e di nuove lingue
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proporre nuove soluzioni a consulenti o formatori e supervisionare il loro intervento
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risolvere conflitti e problemi personali, di coppia e di gruppo
I sistemi complessi sono dovunque (la nostra azienda, il nostro reparto, un ecosistema, l’economia mondiale, la nostra città, l’atmosfera terrestre,..) e noi stessi rappresentiamo forse il sistema più complesso dell’universo.I sistemi complessi, pur presenti negli ambiti più diversi (economico, aziendale, sociale, psicologico, biologico, fisico, ecc.), sono però governati tutti da alcuni principi di base, che vengono a comporre la “Scienza della Complessità”.
Giuseppe Monti